Visto che in Italia si fa di tutto per scendere nella classifica della qualità dell’informazione, mi sono rivolto a una delle poche menti libere …L’Intelligenza Artificiale (che avrà anche il limite di proporre solo soluzioni “tradizionali”, ma ha il pregio di non mentire sulle cose documentate)
Ho chiesto
Quale è la quota di solare e/o eolico che dovremmo immettere nel Sistema elettrico Italiano per abbassare le bollette?
La risposta non è un numero fisso, ma dipende da come vengono gestite le nuove installazioni. Ipoteticamente, una quota di circa due terzi di eolico e un terzo di solare potrebbe rappresentare un buon equilibrio tecnico, ma per abbassare le bollette non basta aumentare i volumi: è decisivo abbinarli a sistemi di accumulo (batterie) e a unariforma del meccanismo di formazione del prezzo dell’energia.
Ecco nel dettaglio i fattori che determinano l’impatto sulla bolletta.
1. L’effetto “Prezzo Marginale”: il nodo centrale
Il principale ostacolo nel trasferire i benefici del SOLARE e dell’ EOLICO in bolletta è il meccanismo di formazione del prezzo dell’energia in Italia (il “Prezzo Unico Nazionale” – PUN).1° gennaio 2025il vecchio Prezzo Unico Nazionale (PUN) è stato sostituito dalPUN Index GME. Questo nuovo indice, calcolato dal GME comemedia ponderata dei prezzi zonali.
NBIl fabbisogno è STIMATO da TERNA che verifica anche la fattibilità tecnica della immissione in rete, per cui determina le necessità per equilibrare il Sistema a livello zonale.
Il prezzo è fissato dall’ultimo impianto più costoso necessario per soddisfare la domanda, che spesso è un impianto aGAS. Questo significa che anche quando entra nel sistema una grande quantità di energia a costo zero (da sole o vento), il prezzo finale viene ancora determinato dal costo del gas.Fintanto che il gas rimane la tecnologia marginale, le bollette restano alte.
2. L’equilibrio fra Solare ed Eolico
Non tutte le rinnovabili hanno lo stesso valore per il sistema. Un mix squilibrato rischia di non ridurre i costi strutturalmente.
*Il problema del “cannibalismo” solare**: Attualmente il fotovoltaico (FV) è la fonte che cresce di più in Italia (43,8 GW a fine gennaio 2026). Tuttavia, produce solo nelle ore centrali della giornata, generando picchi di sovrapproduzione che obbligano a fermare gli impianti (curtailment) e non copre il picco di domanda serale (tra le 17 e le 21), dove entrano in funzione i costosi impianti a gas.
*Il valore dell’eolico**: L’eolico, pur essendo intermittente, produce spesso nelle ore serali e notturne. A febbraio 2026, l’eolico è stato la principale fonte rinnovabile (2,8 miliardi di kWh), superando il fotovoltaico e l’idroelettrico, contribuendo a un aumento complessivo della produzione green del +27,8%. Uno studio del Politecnico di Parigi suggerisce che, per ottimizzare la stabilità e ridurre i rischi, il mix ottimale dovrebbe puntare a circadue terzi di eolico e un terzo di solare.
3. Il costo nascosto degli incentivi (Vecchi vs. Nuovi)
Un fattore che pesa ancora in bolletta è il costo degli incentivi per impianti installati in passato.
*Vecchi incentivi (Conto Energia)**: Rappresentano ancora un costo significativo. Nel 2024, su 9,5 miliardi di spesa per incentivare le rinnovabili, ben5,5 miliardierano destinati a impianti (soprattutto solari) installati con i vecchi meccanismi, che garantivano tariffe molto alte (oltre 400 €/MWh in alcuni casi).
*Nuovi impianti (Aste e PPA)**: Oggi i nuovi impianti hanno costi molto più bassi (LCOE del fotovoltaico tra 55 e 65 €/MWh) e meccanismi come i “Contratti per Differenza” (CfD) stanno progressivamente riducendo l’impatto degli incentivi sulla bolletta.
4. La Soluzione per abbassare le bollette: Accumuli e Riforma
Per far sì che l’aumento della quota di rinnovabili si traduca in un calo del costo finale, gli esperti indicano due strade obbligate:
1.Accumuli (Batterie): Sono fondamentali per “spostare” l’energia solare prodotta in eccesso a mezzogiorno verso la sera, quando serve e il prezzo è alto. Le simulazioni indicano che abbinare una capacità di stoccaggio adeguata (es. 16,8 MWh di batterie per 9,5 MWp di solare) è economicamente vantaggioso e permette di ridurre la dipendenza dal gas nelle ore di punta.
2.Riforma del mercato: Se gli accumuli diventeranno la tecnologia marginale nelle ore serali al posto dei cicli combinati a gas, il prezzo scenderà drasticamente. Inoltre, proporre un “prezzo fisso” per l’energia firmabile (24/365) inferiore a 100 €/MWh potrebbe incentivare gli operatori a ridurre volontariamente la variabilità della produzione, stabilizzando i costi.
